28 Ottobre 3302
E' stato un periodaccio. La guerra non è un buon affare, per nessuna delle parti in causa. Il tentativo compiuto per riprendere il controllo di Wolf 1230, settimane di pianificazioni, interventi di destabilizzazione e sangue versato sono andati persi. Senza perdere tempo, l'Ammiraglio in Capo @Frigna the Hutt ed il Consiglio hanno studiato ed attivato una sorta di piano B, qualcosa di più cauto, ma che potrebbe finalmente ripagarci tutti degli sforzi fatti fino ad ora, e di quelli che si renderà necessario compiere.
Ma la Bolla è grande e la DVC è già a dar battaglia su un altro fronte, nel sistema Balak, e ciascuno aiuta come può. Ho personalmente cavato d'impiccio, recuperandone gli escape pod, decine di soldati. Per loro, per tutti noi, la resa non è un'opzione. Non si fugge di fronte al nemico, non si voltano le spalle ai compagni, e si accetta il futuro che il prossimo proiettile deciderà per noi. Se lo scudo tiene, forse vedremo un nuovo giorno, altrimenti...
... Altrimenti. Ho riassettato il fit del mio piccolo e tenace ASP Explorer seguendo i consigli dell'ammiraglio @Asamith e prendendomi qualche licenza "poetica" (in fondo è la mia nave!), per poi buttarmi in ogni Combat Zone comparsa sul mio scanner. I multi-cannon hanno cantato il loro requiem per migliaia di volte ed ho visto da troppo vicino i volti terrorizzati dei piloti un attimo prima che assestassi l'ultimo colpo alla loro nave. Finché l'ultimo colpo non è toccato a me.
L'essermi allontanato dal punto più caldo non mi ha salvato. Ho abbassato la guardia per un attimo, poi la prima esplosione, seguita immediatamente da una seconda, colpito in pieno, colto alle spalle con gli scudi in ricarica, quei secondi che in battaglia sembrano durare ore. Lo scanner si è spento immediatamente, la nave ha perso l'assetto cominciando a vorticare incontrollabile. Ho premuto il grilletto con tutte le forze, come se questo avesse potuto in qualche modo aumentare il danno che i colpi avrebbero inferto nel caso fossero riusciti a colpire il bersagli, ma sono soltanto riuscito a riversare nello spazio una pioggia di fuoco disordinata che, a causa della rotazione, si è dispersa inutilmente. Ho avuto il tempo di lanciare i chaff e solo poche fiammate di burst, prima che ogni cosa nel cockpit mi esplodesse in faccia andando mille pezzi, sfondando la calotta e portando via con se l'aria. Ho ancora nella testa la voce del computer di bordo che URLAVA "eject... eject...", ma non ricordo di averle obbedito.
Non ho idea di come abbia fatto ad arrivare qui, ma ora sto osservando il sole del sistema Diaguandri attraverso una delle finestre schermate della Ray Station. Non è una stella granché luminosa, ma ha comunque il positivo effetto di scaldarmi le ossa. Da che mi sono svegliato, due giorni fa, sono accompagnato da una sensazione di gelo che pare non voglia abbandonarmi.
Solo oggi ho mandato un messaggio al QG ASE su Ciferri Ring, Nenexo. Non me la sono sentita di farlo immediatamente; avevo bisogno di pensare al prossimo passo da compiere con lucidità. Ho pochi mezzi, ma credo che un nuovo ASP Explorer sarà presto ad occupare un posto nel mio hangar; con un altro nome, però, perché di Starchild One ce ne sarà sempre una soltanto. Mi ha portato alla Jaques Station, poi a SagA*, e di nuovo a casa. Ricordo di averne riparato il collettore del carburante a martellate e pezze saldate alla buona, ricordo l'uscita a un soffio dalla Stella di Neutroni. Credo sia stata la sola cosa che non mi abbia mai tradito, ed ormai ci conosciamo alla perfezione e l'ultima volta non è stata colpa sua. Potrei utilizzare la "Aiur", ma se qualcosa andasse storto con lei non basterebbero i risparmi di una vita a rimettermi in piedi.
E poi c'è Scarlett.
L'avevo lasciata alla cerimonia per la mia promozione con la promessa che da lì a tre giorni sarei andato a trovarla, ma è arrivata la guerra... Le ho inviato un messaggio sul suo olopad personale il giorno in cui ci saremmo dovuti vedere, ma non ho mai avuto il coraggio di verificare semmai l'avesse ricevuto o letto. Dovrei chiamarla. Ma mi chiedo con che pretesa io possa pensare che lei mi stia ancora aspettando dopo un solo incontro e tanti, troppi giorni di silenzio.
Bussano alla porta.
"Si"
"CMDR Vroxigar, sono il guardiamarina DeWitt, servizio di sicurezza della Ray Station."
Cosa cazzo vogliono...
"Dica pure, Guardiamarina"
La giovane voce di DeWitt si indurisce leggermente.
"Dovrebbe aprire la porta, Tenente, immediatamente."
"Vorrei conoscere il motivo dell'invito, guardiamarina.", enfatizzo sul grado, nella speranza di intimidirlo quanto basta da farlo parlare. Ma non è necessario, un'altra voce, oltre la soglia chiusa, cattura tutta la mia attenzione, poco più di un sussurro.
"Vrox?".
Scarlett.
Fine registrazione