[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

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Frigna the Hutt
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:02

Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

11 Maggio 3301, Achenar, Dawes Hub

E' con un misto di ansia e nervosismo che attraverso gli uffici dell'Imperial Navy. Attorno a me sfrecciano impiegati militari di ogni genere, tutti accomunati da facce seriose e passo affrettato. Mi fermo davanti ad una porta presurizzata, elegante nel suo stile tipicamente imperiale, con la sua bella targa d'oro. Attendo alcuni istanti che i sensori scansionino il mio dna, confrontandolo con quello dell'archivio della flotta. La porta si apre silenziosamente come una membrana, simile ad uno sfintere che si dilata. Entro.
- Benvenuto comandante - l'uomo seduto alla scrivania indossa anch'egli l'uniforme militare oro e azzurro della flotta. La stanza non è più grande di un cubicolo; ma c'è l'intera parete di fondo ad ologramma panoramico con una simulazione della via lattea e un paio di piante in simil-plastica di Achenar. Non alza neppure la testa, lo sguardo fisso al visore olografico della scrivania. Quando infine mi rivolge attenzione non pare particolarmente colpito dalla mia tuta da pilota, modello economico, acquistata in qualche outpost fuorilegge.
- Gran brutta faccenda - commenta - La sconfitta di Quivira costituisce un precedente pericoloso - Non l'ho mai visto prima. Non so chi sia. Uno dei tanti funzionari imperiali sulla cui scrivania, metaforicamente, è atterrata la mia pratica.
- Commandante Frigna the Hutt. E' il vostro vero nome? - mi chiede.
Sospiro - Nome in codice - preciso impassibile - I ragazzi giù a Quivira c'hanno messo l'anima, ma senza l'appoggio delle Capital Ship della flotta potevamo fare ben poco! Inoltre un outpost civile è tutto quello che c'hanno messo a disposizione come base d'appoggio. Non c'erano neppure vasche di rigenerazione sufficienti per tutti i piloti! - rispondo con una nota di rancore. Sono in piedi. Del resto nella stanza non ci sono altre sedie oltre a quella del funzionario. Non che non c'è ne siano a comparsa in qualche vano, alla bisogna. Il funzionaro agita la mano in aria e prosegue con lo stesso tono annoiato.
I giochi non sono ancora finiti. Ad ogni modo voi ci avete guadagnato. Ecco la vostra promozione a Barone dell'Impero: la vostra nuova ship vi attende a Nu, a Syromyatnikov Horizons - mi porge un badge dorato.
Quali sono i miei ordini? - avvicinandomi alla scrivania prendo dalle sue mani il badge e lo infilo distrattamente nel taschino della tuta. Velocemente mi risponde: - Gli ordini dell'ammiragliato sono quelli di proseguire la missione primaria. Sostenere le fazioni indipendentiste nel sistema Wolf 1230 e limitrofi per indebolire il controllo della federazione in quel settore. Ufficialmente l'Impero è estraneo alla cosa. Se veniste catturato negheremmo di avervi mai conosciuto.
Sogghigno divertito - Andrò in giro con un imperial clipper. Credete che i federali non mangino la foglia?
La galassia è piena di avventurieri come voi che prestano i loro servizi ora all'uno ora all'altro - ribatte serio, raccogliendo le mani sulla scrivania e fissandomi negli occhi - Credete che non ci sia un fascicolo su di voi anche presso gli uffici della marina federale di Marte? Ciascuno conduce il suo gioco. E' una partita aperta da secoli in cui l'essenziale sta nel non rivelare le proprie mosse. A voi non spetta sapere altro. Quando avrete raggiunto gli obiettivi prefissati sarete ricompensato il giusto! -
Capisco di essere stato congedato. Eseguo l'inchino rituale: - Lunga vita all'Imperatore! - il funzionario sta già fissando lo schermo olografico - Lunga vita - risponde meccanicamente.
Esco dall'ufficio leggermente nauseato. Faccio fatica a camminare a causa dei lunghi periodi bloccato ai comandi di navigazione. Anche le mani dolgono. Ho vesciche sui polpastrelli dei pulsanti di fuoco. Mi dirigo barcollando verso il settore divertimenti della stazione.

Diario del CMDR Frigna the Hutt

16 Maggio 3301, Ingstad City, Ti Wa

Pace. Una grande pace attorno. Rumori ovattati giungono da lontano. Lentamente emergo alla realtà, come uno che si risveglia da un sonno profondissimo. Non c'è gravità. "Dove sono?" Mi domando mentre cerco di mettere ordine nel caos che ho in testa. "Non nella mia cuccetta". Mi rispondo mentalmente. Come una bolla che raggiunge la superficie realizzo ciò che appare evidente, e tutto sommato inevitabile.

Il corpo, supino, galleggia in sospensione nella vasca di rigenerazione, nell'infermeria di qualche stazione. Se aprissi gli occhi (ora però non mi va) sicuramente vedrei luci soffuse, il coperchio di contenimento della vasca e il liquido vischioso che avvolge completamente le mia membra nude. In questa placenta tecnologica innumerevoli tubi, di ogni dimensione e colore, sono collegati al sottoscritto nelle più fantasiosi angolazioni: una mascherina premuta sul volto fornisce ossigeno; un tentacolo si insinua fra le chiappe ed un altro agguanta l'arnese per le funzioni espletative; ulteriori ammennicoli trasportano analgesici, antinfammatori e droghe che inniettano sotto cute nelle zone lesionate. Il microchip innestato nella colonna vertebrale sta fornendo al computer medico della base tutte le informazioni necessarie, relative al mio stato di salute.

L'ultima sequenza mnemonica utile è l'ingresso nella Combact Zone del sistema Ti Wa. Rammento (ma è come riavvolgere il nastro di un vecchio film olografico) il ruggito dei motori Gutamaya, mentre mi dirigo a tutta velocità verso il cuore dei combattimenti. Alla prima nave a portata di laser, un cobra militare, regalo una doccia di pulse laser, classe 3, montati sulle ali laterali. Poi, caduti gli scudi, abbrievo la distanza fra noi e decoro la sua corrazza con un ricamo di fori grazie alle railgun di classe 2. Ma le manovre sono lente. Il clipper è veloce sulle lunghe distanze, ma impiega una vita a virare. Eppoi risalta come una mosca bianca sullo sfondo dello spazio nero.

Vengo circondato dalle navi avversarie. Il radar mi segnala diversi gruppi di fuoco che scaricano su di me il loro potenziale bellico. Riesco ad individuare almeno due python. E' una grandinata alla quale non riesco a sottrarmi. "Shield off line" Sentenzia la voce della nave. Assurdamente pacata. "Taking damage" Un panetto di burro sotto una lama incandescente offre più resistenza che la mia corazza ai colpi dei nemici. Cerco l'accelerazione; innesto il boost; ma i danni strutturali sono troppi e talmente gravi da farmi assistere al lampeggiare rapsodico delle luci rosse di emergenza, manco fossimo a Natale. Poi l'inevitabile: lo scoppio e l'oblio.

Il resto posso solo immaginarlo, avendolo vissuto decine di volte. La capsula di salvataggio viene espulsa dall'abitacolo, cristallizzando il corpo ferito fino allo stato di ipotermia e abbassando le funzioni vitali al minimo. Poi il lento viaggio fino all'ultima stazione memorizzata dal computer di bordo, il trasporto in infermeria e l'affidamento alle precise cure dei robot medici. L'assicurazione si avvarrà, per le spese, sui miei introiti futuri, e su quelli dei miei figli, e dei figli dei loro figli. Se voglio, potrò anche ricevere un nuovo lucente imperial clipper, appena uscito dalle industrie della Gutayama corporation, recapitato a domicilio in questo avamposto sperduto, chiavi in mano. Pazienza se mi costerà un organo ripagarlo.

I pensieri tornano a confondersi. Le droghe iniettate sotto pelle tornano a fare il loro effetto. Eppure c'è un ragionamento che ancora mi sfugge. C'è l'avevo lì, sull'orlo della consapevolezza. Un passo ancora... fuori dal cono d'ombra. Ma per cosa stavo combattendo?
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:03

Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

27 Maggio 3301, Guidoni Dock, Wolf 1230

<Per tutti i buchi neri della galassia!> Impreco mentre barcollante mi dirigo verso il punto di ritrovo. La gamba destra mi duole e quando appoggio il piede non riesco ad evitare di zoppicare. Nell'ultimo combattimento assieme all'imperial clipper mi hanno spappolato l'arto, dall'articolazione in giù. Neppure la vasca rigeneratrice è riuscita, evidentemente, ad ovviare al danno subito. Mi gratto la nuca rasata, taglio militare, abitudine dell'accademia. Con l'altra mano raggiungo le chiappe laddove la nuova tuta spaziale preme sulle terga <diavolo di un @GYXA !> esclamo scostando il tessuto <devo dire a quel folle di rifare la mia tuta; così è maledettamente scomoda!>. Aggrappato al mio braccio sinistro rimane Qwertz, indolente a qualsiasi sollecitazione, una specie di seppia della dimensione di un cagnolino e dalla consistenza chetinosa, di colore giallo-rosaceo. Sono nel livello 6 della stazione, nell'area divertimenti & relax, e mi fermo davanti all'insegna olografica <Bar DaVinci, spaghetti e sushi tradizionali> Sogghigno alla fantasia di noi piloti e entro. Come in tutti i compound mensa di ogni stazione ci sono diversi tavolini in plastacciaio immersi nella penombra delle luci, e il famigliare aroma di pesce fritto. Mentre mi addentro nell'antro incontro lo sguardo, e a volte il saluto, dei diversi piloti spaziali, arenatesi qui dopo traversate solitarie. Lì @Viper79 e @mamurra sono talmente impegnati a giocare a morra altairiana da non accorgersi del mio passaggio. Ad un altro tavolo trovo @MasterGargoyle che mi sorride e @Zarevic che alza la mano destra abbozzando un saluto militare pieno di ironia. Mi dirigo verso il tavolo più popolato dove @Sawyer e @chris79ita mi stanno fissando seri. Accanto a loro @GYXSA alza la bottiglia di brandy verso di me mentre @Ste_Al_th mi porge una scatoletta metallica e una capsula <Prendine. Hai l'aspetto di uno che ne ha bisogno> Rigiro la scatoletta fra le dita e ringrazio il pilota ammiccando <Grazie, è proprio così> Inserisco la pillola di tabacco in una fessura e attendo che il meccanismo rolli una sigaretta che mi ritrovo prontamente fra le dita, già fumante. Aspiro profondamente stringendola fra le labbra e restituisco a @Ste_Al_th la scatoletta gettandogliela al volo. <Ci sono novità? > Chiedo, emettendo una soffice nuvola di fumo. Gli aspiratori potenziati della stazione aspirano prontamente l'aria filtrandola. <C'è un funzionario della D.I. che vuole parlarti della sicurezza> Replica distrattamente @Sawyer <Abbiamo risposto che tu sei il nostro referente> Vedo che @chris79ita se la ride sotto i baffi. <Ecchecavolo!> con sguardo omicida metto a fuoco i due uomini <non potevate pensarci voi?> Aspiro ferocemente dalla sigaretta un altra boccata prima di proseguire <e quando dovrebbe essere?> <Fra pochi minuti sarà qui> Girando lo sguardo noto che sono l'unico in piedi. Tutti gli altri piloti della D.V.C. - riconosco @Tsunami T Starr @FBO80 @mnemonik1 @JunkyJuke @BROCCONE76 - sostano in pose più o meno scomposte in varie zone del locale, appena interessati alla nostra conversazione. <E va bene!> sputo le parole emettendo vari sbuffi di fumo. Girando i tacchi mi riavvio all'ingresso del locale.

Sono appoggiato ad un tavolino alto, la sigaretta fra le dita quando mi sento chiamare <il capitano Frigna the Hutt suppongo> La voce è chiara, sicura, dal timbro inconfondibilmente femminile. Alzo gli occhi per accorgermi che quella davanti a me è un raro esemplare di femmina umana, con la carrozzeria deluxe e tutte le cosine al suo posto. Avvolta in un tailleur vintage, beige, mi fissa con gli occhioni blu cobalto e le labbra socchiuse. <Suppone giusto> mi sento rispondere, invitandola a prendere posto su alcune sedie vicine <Immagino che lei sia..> <un funzionario della Wolf 1230 Dynamic Industries, mi chiamo Mileena Robbs> conclude meccanicamente la frase, i capelli ramati raccolti in due crocchie, secondo la recente moda dei sistemi indipendenti. Deposita sul tavolo il suo book olografico e prende posto scivolando fluidamente sulla poltrona. Dietro le mie spalle percepisco un innaturale silenzio, strano per questo locale. Con la coda dell'occhio vedo @DedoAglar e @Barone Rosso che con attenzione guatano la tizia a bocca aperta. Io stesso ho le fauci secche. Tiro di tabacco, per non rimanere con le mani in mano. <Carino, che cos'è?> Ci metto alcuni secondi per seguire il suo sguardo e capire che sta fissando Quertz. <Ah, lui? Un compagno biomorfo di Xihe; faceva parte di un carico, ma ci siamo affezionati l'uno all'altro> Il carapace della seppia aderisce al mio braccio come un pezzo di armatura medievale <Ed è sempre così vivace?> <Assomiglia al suo padrone, si trova a suo agio in assenza di gravità> Poi notando che gli occhioni di lei sembrano spaesati <Normalmente è arenato in cabina attaccato come una cozza a qualche paratia; in assenza di gravità ama spostarsi da un ambiente all'altro usando gli sfiati posti sul carapace come propulsori e usando i tentacoli come appigli> Do un leggero sbuffo sulla superficie dura di Qwertz e riporto l'attenzione sulla ragazza <Ebbene Mileena, che cosa ci chiede questa volta la D.I.?> Lei riconquista la compostezza, inclina leggermente la testa e riprende in tono formale <La Dynamic Industries vi è grata, è grata alla corporazione Da Vinci, per il supporto logistico e militare offerto per la conquista di Wolf, ma..> Una leggera esitazione guadagna il mio cipiglio; continuo a fumare come se quella faccenda non mi sfiorasse; in effetti non riesco a capire dove voglia andare a parare, ma quando c'è di mezzo una bella donna... <ma siamo rimasti perplessi quando qualcuno dei vostri piloti ha accettato missioni per conto della Federazione o delle fazioni minori, dando oltretutto la caccia ad alcuni nostri dipendenti>. Espiro profodamente. Ormai fra le dita non ho più di un mozzicone. Lo deposito nel contenitore al centro del tavolino, venendo immediatamente risucchiato nel vuoto. <Errori di valutazione sono sempre possibili. Eppoi questi piloti sono ragazzi, amano l'azione, e ancora meglio il denaro: se c'è qualcuno che gliene offre di più non ci pensano due volte> Spiego paziente notando che l'espressione di lei si fa distante, fredda. <Che cosa vuole che faccia?> <Capitano. Tenga sotto controllo i suoi!> mi sferza ora in tono rabbioso, le guancie si imporporano <E' contro anche i vostri interessi sostenere la Federazione!> Mi fisso le mani che sono incrociate sul ripiano del tavolo, aspetto alcuni istanti prima di rispondere <Ovviamente ha ragione. Ma se riconsiderassimo la nostra percentuale sugli introiti...> azzardo, quasi divertito dalla reazione della donna. <Non mi può chiedere una cosa del genere, capitano, specialmente sull'orlo della guerra>. Ora tocca a me fissarla a bocca aperta <Guerra? Quando? Dove? A chi?> Mileena si morsica il labbro inferiore come chi ha rivelato qualcosa che doveva rimanere segreto. La voce si abbassa e con modalità da cospiratrice si avvicina, al di sopra del tavolino, al mio viso <Abbiamo bisogno di risorse per terraformare i pianeti di Wolf; andiamo a prenderle dove sono> I suoi occhi, a breve distanza, fissano i miei. Sono risoluti, inamovibili. Muovendo solo le labbra formulo muto una singola parola <Nenexo>. Lei chiude le palpebre e annuisce.

Si spinge indietro sulla sedia e ritrovando il cipiglio di prima riprende il discorso <Allora capitano the Hutt siamo d'accordo; mi auguro che non si debba ritornare sulla questione>. Faccio fatica a trovare saliva per disincagliare la lingua dalle secche che si sono formate in gola. Annuisco, conscio del sangue che lentamente sta rifluendo sul mio viso pallido. Senza attendere replica la divina si alza in piedi e senza degnare di uno sguardo gli altri piloti guadagna la porta d'uscita. La seguo con lo sguardo finchè riesco. Una mano, da dietro, si insinua sulla mia spalla, distraendomi <un gran pezzo di femmina, eh capitano?> allegro @Akkakappa mi sorride con tutta la dentatura <le ha richiesto un giro esplorativo sulla vulture?>. E' con un movimento unico che afferro la mano del ragazzo e lo trascino in avanti, facendo atterrare tutto il corpo pesantemente sul tavolino della ristorazione, sfasciandolo. <Ma ficcati un clipper nel deretano!> gli ringhio contro, alzandomi dalla sedia. Le risa degli altri piloti si spegne quando vedono l'espressione seria del mio viso. Mi volto e raggiungo il tavolo dei vertici della D.V.C.
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Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:04

Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

17 Giugno 3301, Guidoni Dock, Wolf 1230

Per l'ennesima volta sono steso sotto il Vulture per le ultime rifiniture. Quelle che i meccadroni della stazione non ti fanno; quei piccoli accorgimenti meccanici ed elettronici frutto di confidenze fra piloti. Quelli che fanno della nave la tua "nave", e la rende in grado di eseguire con precisione esattamente le manovre che tu vuoi che compia. Sono questi dettagli a risolvere una situazione complicata, a salvarti la pellaccia quando le cose si mettono male. Ieri ci sono andato vicino.

Pattugliamento del sistema. La squadriglia era composta dal sottoscritto, dal CMDR @sergente19866, dal CMDR @FBO80 e dal novellino CMDR @SmokeWeez. Doveva essere un tranquillo volo di routine: stazione Guidoni Dock, stazione Satcher Dock, stella, e ritorno. Era anche l'occasione per far visitare il sistema a SmokeWeez, appena arrivato dai sistemi centrali, e collaudare il suo Viper nuovo fiammante. Le comunicazioni risultavano molto disturbate. Accade, quando una tempesta solare incombe sul sistema; molto più facile che sia la rete GalNet malfunzionante: i sistemi periferici non se li fila nessuno. In compenso il traffico spaziale risultava particolarmente intenso. Quando si alza un po' di polvere contrabbandieri e pirati strisciano fuori dai loro nascondigli.

<Vulture wanted, Capitano!> Gracchia la voce di FB080 negli altoparlanti del casco <Chiedo istruzioni> Getto un occhiata al radar controllando la posizione di Sergente e di SmoWeez. Viaggiano poco distanti sulla mia scia. Bene! <Procedi con l'interdizione, FB080, eppoi vediiamo il da farsi> Sogghigno mentre scandisco forte le parole per superare le scariche elettrostatiche dell'interfono. "Wanted" significa che ha una bella taglia emessa dalla D.I., taglia da riscuotere solo dopo aver abbattutto la nave in questione. Come andrà a finire questo scontro è un copione già scritto. Mi aggancio al nav beacon di FB080. Accanto a me Qwertz, il compagno biomorfo di Xihe, sta galleggiando per l'abitacolo della nave, seguendo traettorie ignote. Usciamo dal supercruise, tre vulture e un eagle, e già abbiamo le armi spianate contro l'avversarsio classificato come pirata dagli scanner delle navi. Riesce appena ad accennare ad una manovra evasiva prima che gli scudi vengano abbattuti, e a seguire una serie di suoni sinistri rivelano l'arcattocciarsi delle lamiere e la seguente esplosione, causata dal collasso della power plant. <Questo è stato facile> commento baldanzoso nel microfono, spingendo sulla manetta della velocità e superando di slancio i rottami galleggianti <proseguiamo ragazzi, che il lavoro non è finito!>. Gli altri piloti mi rispondono con vari grugniti vocali. Sento la delusione nel tono di voce di SmokeWeez, per non essere riuscito a sparare neppure un colpo, essendo rimasto nelle retrovie a causa della spinta meno potente dei suoi motori.

<Rilevo un forte segnale non identificato> E' lì, davanti a me. Non ho bisogno di ulteriori inviti per agganciarlo e modulare la velocità di crociera in attesa di uscire dal supercruise. Similmente anche le altre navi sintonizzano i propri strumenti di rotta sulla mia, e si preparano all'emersione nello spazio normale. La decelerazione immediata e il colpo fonico all'interno della nave indicano lo spegnimento del frame shit drive e l'attivazione dei motori di navigazione spaziale. <Un anaconda!> Esclamo appena lo scanner rileva il puntino sul radar e lo scansiona. <Qui c'è ne un altra!> urla Sergente. <Che cavolo!> Compendia FB080. Uno stormo di navi riempie un intero lato del radar di bordo. Seleziono velocemente le navi: 1,2,3 anaconde! No. Sono di più. Altre 4 o 5. Tutte anaconde? Non sono in grado di completare la scansionatura. Vengo investito dal fuoco delle torrette di quelle più prossime a me. Negli auricolari del casco sento le imprecazioni degli altri piloti. Ci sono diverse navi wanted, ma non tutte. Un convoglio di migliaia di tonnellate di materiale. Un trasporto che doveva evidentemente rimanere segreto. Confido nelle capacità della nave e sul coraggio degli altri piloti, perciò mi butto sul bersaglio più vicino affrontandolo di prua. Il beam laser bersaglia lo scafo della anaconda più vicina, ma gli scudi assorbono tutta l'energia, anche se ne risultano indeboliti. In compenso i miei scudi perdono velocemente potenza: tre navi mi hanno eletto loro bersaglio prediletto. Attivo la shield cell bank una, due, tre volte. La quarta volta mi rendo conto che sono nudo. Manovra di evasione. L'anaconda vira con più lentezza; ma le torrette laser mi seguono inesorabili. Lancio gli chaff e riempio lo spazio attorno a me di pulviscolo bianco. Ben presto anche queste cartucce finiscono presto: la strategia della sabbia in faccia non ha intimidito gli avversari. Riesco appena ad infliggere alcuni colpi di cannon quando i sensori indicano la caduta degli scudi e l'inizio di danneggiamento dello scafo. E a questo punto che adotto il piano F che viene insegnato in tutte le accademie spaziali ufficiali e clandestine: devio tutta la potenza della power plant sui motori, ruoto la prua, e mi dirigo a tutta velocità lontano dal convoglio. In situazioni del genere i nervi di un pilota rischiano di colassare: fissi sul display l'aumento della distanza fra te e l'avversario e, nel mentre, osservi stranito la lentezza con la quale la barra dello scudo indica il suo ripristino. In questo caso l'uno e l'altro non crescevano. Le tre anaconde nemiche, lanciatesi al mio inseguimento, continuano a bersagliarmi la poppa, con bordate di laser non sufficientemente letali. Mi accorgo che sono diventato l'esca e spero che i miei compagni, la dietro, riescano a friggere i bastardi a tradimento. Lentamente cresce la distanza dalle inseguitrici. Ne rimangono due. Poi una sola. Le urla nelle comunicazioni locali mi indicano che una è stata fatta saltare. Forse anche la seconda. La prima mi tallona da vicino. Quando passati alcuni minuti la voce suadente della nave mi avvisa del ripristino degli scudi, attivo i retrorazzi e faccio compiere al vulture una rotazione vorticosa di 180°. L'anaconda mi è subito addosso. Ma anch'io ho già le armi puntate sullo scafo dell'avversario. Ci incrociamo una prima volta. La seconda il pilota avversario, stretto da dietro dai vulture di Sergente e di FB080 in avvicinamento, decide di speronarmi, puntando direttamente alla mia carlinga. L'urto è devastante. Le cinghie del sedile mi impediscono di essere catapultato in avanti, facendomi andare a spappolare sul vetro anteriore. O forse peggio, dato che il vetro non c'è più, e l'aria velocemente lascia l'abitacolo della cabina. Un sinistro display azzurro mi avvisa che rimangono 6 minuti di ossigeno, quello della tuta. <Sono senza ossigeno. Devo tornare alla stazione> Gracchio nel microfono. La voce esce incerta e provata. Non sono sicuro che gli altri mi abbiano sentito. Dal radar vedo che l'anaconda ora è impegnata in combattimento con gli altri. Mi auguro che abbiano più fortuna. <Capitano la seguo> Risponde fra le interferenze SmokeWeez <Ho rilevato dei problemi nell' eagle>. Strano, penso. Dalla strumentazione di analisi condivisa dei sistemi mi sembra incolume. <Va bene ragazzo> Replico con la voce distorta dalla depresurrizzazione della cabina <Ci dirigiamo alla stazione più vicina, a Satcher dock>. Del resto anche la mia volture non è messa malaccio: l'integrità dello scafo è ancora all'80% e gli scudi sono attivati, seppur al minimo di sussistenza. Peccato per il vetro.

Cinque minuti di autonomia. Quattro. Tre. Sono interdetto da un autority vessel, maledetto. Velocità a manetta. Due minuti. Avvicinamento alla stazione. Richiesta di dockaggio. Un minuto. Ecco la piattaforma! Ossigeno!!

Quertz è ancorato saldamente al retro del sedile. Mi sembra quasi contento di questo imprevisto turbolento. Per quanto possa esprimere sentimenti una simil-seppia gigante. Ha una colorazione rosea più accesa. Per un attimo ho temuto che fosse stato risucchiato fuori...
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:05

Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

22 Giugno 3301, Guidoni Dock, Wolf 1230

<Volpe Uno a squadriglia. Proseguiamo a ore 12 verso l'obiettivo> <Qua Volpe Due, ricevuto Volpe Uno> : la voce di @Aidor. <Volpe Tre a Volpe Uno, ricevuto> : la risposta di @FBO80. <Volpe Quattro a Volpe Uno, Vercingetorige!!!> : urla @El Pantegana nell' interfono della nave. Siamo in formazione a diamante, con il mio vulture, "The Red One" all'apice; l'anaconda da battaglia di Pantegana sulla scia, e gli altri due vulture ai lati. Normalmente manifesterei stizza per l'indisciplina del pilota; ma i miei occhi sono puntati sull'area dello spazio di Nenexo davanti a me. Tutti i puntini rossi del radar sono astronavi nemiche, anaconde, python, vulture e viper, che popolano la zona di guerra nei pressi del primo pianeta del sistema. In mezzo a loro, come una titanica creatura degli abissi fra banchi di pesciolini, staziona la Farragut, l'incrociatore galattico della Federazione, di classe Battleship. Man mano che ci avviciniamo a velocità crescente al centro dello scontro ci è chiara l'iniqua distribuzione delle forze, con le navi indipendenti della D.I. a soccombere, e le navi della Confederay of Nenexo a mietere vittime. I fasci laser e le mitragliate dei multicannon dellla Capital Ship fanno ovviamente la parte del leone, perforando con ferocia letale gli scafi dei nemici e lasciando agli alleati di finire i superstiti. Siamo distanti appena 7 Km che una grandinata di colpi, proveniente dalla sinistra nave, raggiunge i nostri scudi. <Accidenti. Ma che raggio hanno quei cannoni? Volpe Uno a squadriglia. Manovra diversiva. Rompete la formazione e disimpegnatevi> Urlo nel microfono del casco, mentre inclino la cloche di lato e imprimo alla nave un accelerazione in avvitamento. <Volpe Due ricevuto; ho un pitone e un anaconda su di me>: concitata la voce di @Aidor. <Volpe Tre ricevuto; cerco di avvicinarmi da dietro alla nave> : c'è ansia anche nella voce di @FBO80 <Volpe Quattro. Geronimo!!!> : il folle di @El Pantegana. Spingo la manopola dell'accelerazione avvicinandomi sempre di più all'enorme scafo della Farragut. La Capital Ship incombe immensa davanti a me, illuminata come un albero di natale, dai laser delle torrete e dal fuoco degli assalitori. Velocemente cabro poco distante, lasciandomi alle spalle la maggior parte dei colpi. Più mi avvicino, più rimango abbagliato dalle centinaia di fasci di luce che rimepiono lo spazio visibile. Ci sono poco secondi per valutare traettorie, e cercare di visualizzare le strutture della nave, le torrette, gli heat sink, i sensori. Raggiungendo la prua scopro che la punta è una sorta di traliccio, racchiuso da due paratie, e collegato da diverse sovrastrutture, che circoscrive una sorta di galleria cava. Velocemente, attivando i retrorazzi e virando bruscamente, mi infilo in questo cunicolo, iniziando a percorrerlo in senso contrario. Non solo all'interno della galleria non ci sono laser difensivi, ma le paratie laterali offrono una sorta di protezione dalle armi delle altre navi. Il tragitto brevemente mi conduce verso una paratia chiusa, che porta al cuore della nave. Con il cuore che mi batte all'impazzata, e una fastidiosa pressione alle tempie, premo sul grilletto del cannon dritto verso la paratia. Il colpo esplode sul metallo, apparentemente senza lasciare segni visibile. A questo punto la paratia si spalanca, simile ad una grossa bocca, presentando una zigzagata dentatura metallica. Il vulture inesorabilmente viene attirato in questa voragine, come risucchiato in un gorgo, pieno di vapori sulfurei. Vedo le lame seghettate dei denti che calano sulla nave e affondano nelle paratie fra suoni sinistri di lamiere contorte.

Mi sveglio di soprassalto, seduto sul letto. Sono completamente sudato e annaspo cercando aria. <Cazzo!> Mormoro, passandomi la mano sul viso. Un brutto sogno. Ma neppure molto lontano da quanto successo poche ore prima. L'alloggio spartano nel livello abitativo della Guidoni Dock è in leggera penombra. Alcune luci sono accese o intermittenti a seconda del dispositivo in funzione. In particolare una rossa, insistente, lampeggia accanto alla porta. Sospiro profondamente, e scendo dalla cuccetta, attento a non battere la testa negli spazi troppo angusti della stanza. Nonostante il buio ho ancora le luci delle armi sovraimpresse sulla retina. Non quelle del'incubo. Quelle delle battaglie di questi giorni, nel sistema di Nenexo. Più volte ho portato la pellaccia a casa per un soffio. I federali sono più aggressivi che mai: forse sentono sul collo il fiato del loro nemico storico, l'Impero, che con la sua politica aggressiva sopravanza conquistando sistemi su sistemi. Accostandomi alla porta scopro che mi è arrivato un pacco; dissigillo il galatic box e mi ritrovo fra le mani un ananas. Un sentimento di sconcerto mi attanaglia, non per il frutto in sè, ma per ciò che significa. Rapido predispongo il multicuoco domestico automatizzato per la sgusciatura e la preparazione del boccone. Ingerisco una fetta di ananas e attendo. Le sostanze chimiche disciolte nei tessuti vegetali si mescolano andando ad attivare la capsula di decodificazione inserita nell'esofago. Una comunicazione sinaptica si visualizza nella mia mente: <Messaggio al CMDR Frigna the Hutt da parte dell'ufficiale di collegamento Guardamarina Philipps Les Royes, Imperial Navy, Dawes Hub, Achenar. La sua recente goliardata nella guerra di Nenexo l'ha fatta identificare da parte di agenti nemici in loco. Per il proseguo della sua missione le ordiniamo di sparire per alcuni mesi, in attesa di neutralizzare detti elementi. Obbedisca prontamente se vuole che il contratto da lei sottoscritto permanga valido, altrimenti ci riterremo autorizzati a scioglierlo. Heil the Emperor.> Impreco interiormente riflettendo sul da farsi. Mangiare un altra fetta non provocherà la ripetizione del messaggio; del resto il contenuto è chiaro e inequivocabile. Devo assolutamente lasciare questi lidi, con una scusa qualsiasi. Meno male che l'ammiraglio @Sawyer mi ha in simpatia e dentro l'organizzazione c'è talmente bisogno di tutto che troverò un impiego lontano da Wolf 1230. Chiamo l'attivazione del computer personale intuitivo e mi accingo a dettare: <Lettera all'ammiraglio... >
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:07

Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

7 Luglio 3301, Settore Outott, Spazio Profondo

Apro gli occhi. Mi sono assopito per un momento. Molto pericoloso. In situazioni come queste estremamente letale. Sono seduto ai comandi dell'Asp. Le mani ancora strettamente ai comandi. La clòche alla mia destra e la leva di accelerazione alla sinistra. Davanti a me un sole rosso/arancione innonda la cabina con una cascata di luce. Il fuel scoop è già attivo. Gli ologrammi sui pannelli di comando e le telemisurazioni mi avvisano dell'astro in veloce avvicinamento. In realtà è la nave, e il sottoscritto, a precipitarsi a velocità supersonica in direzione del cuore della stella. Tendo i muscoli del braccio e ritraggo la leva, portando al minimo la velocità della nave. L'Asp si arresta in posizione di sicurezza, incolume. Mi prendo a calci mentalmente. In passato un paio di distrazioni simili mi hanno ustionato seriamente la hull. Un incidente più grave potrebbe compromettere definitivamente la nave e la missione.

Quale missione? Sono, ne più ne meno, fuggito da Guidoni Dock, raccontando all'ammiraglio una banale scusa. Il rapporto segreto imperiale mi avvisava di una spia federale sulle mie tracce. Non mi sono fermato a controllare. In queste faccende non vanno per il sottile. Certo in quei giorni diverse facce nuove si aggiravano per la stazione. E anche all'Atomik Bar. C'era quel pilota misterioso, che si è unito a noi contro i federali: @Asamith @DrkTemplar [LN] mi pare fosse il suo nome... Non ho avuto tempo, e voglia, di verificare se era chi diceva di essere, un mercenario come tanti, o qualcosa di più.. Comunque migliaia di anni/luce mi separano da tutto e da tutti. Un pizzicco di sana esplorazione non mi può far male. Più tempo per pensare.. o per dimenticare: accidenti a @GYXSA .. La prima tappa è stata la Iris Nebula: una meta come tante. Primario era mettere più spazio possibile fra me e il sicario. Successivamente ho raggiunto quella corona di stelle bianche conosciute come NGC 7822 Nebula: immerse nelle rossi polveri cosmiche appaiono simili ad uno stormo di anatre bianche che volteggiano nel cielo procedendo in fila ordinate.

Ci si potrebbe ricavare un bel gruzzoletto con i dati delle esplorazioni. Peccato che il computer di bordo mi indichi che la maggior parte dei sistemi solari sia già registrata al Catasto Galattico. Uno o più buchi neri accompagnano le nane bianche. Impressionante vedere che, avvicinandosi, la luce venga distorta e guardandovi attraverso le stelle sembrano schizzare in tutte le direzioni, raddoppiarsi e scomparire. Come tutte le nebulose, astronomicamente contigue allo spazio civilizzato, anche questa è esplorata in lungo e in largo. La probabilità di incrociare qualche altro esploratore è improbabile ma non impossibile. Proseguo quindi verso i margini esterni della Galassia. Ruoto la nave per aver la visione della nebulosa sanguigna alle mie spalle. Inquietante incombe su di me, certamente un prodotto della immaginazione, la forma dell'aquila imperiale.


Troppa tetraggine, troppa negatività. Questa faccenda mi sta scappando di mano da tutte le parti. Io, abituato al controllo assoluto delle mie azioni. Mentre il fuel si ricarica studio attentamente la mappa galattica. C'è un luogo remoto da poter raggiungere e nel contempo che mi permeta di guadagnare da questa faccenda? Individuo una piccola nebulosa da nome buffo: "Bubble Nebula". Mi piace. Sogghigno da sotto il casco: CMDR Frigna the Hutt, scopritore di Bubble Nebula. Divertente! Mi immagino già le grasse risate di @El Pantegana al mio ritorno!!


Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

16 Luglio 3301, Ciferri Ring, Nenexo

Sono rientrato da poche ore in quella che è diventata la nostra seconda casa. Mi riferisco, ovviamente, ai piloti della Da Vinci Corporation. Ero partito in modo roccambolesco, lasciando un clima di sconfitta e rassegnazione. Ritornato, ho trovato l'entusiasmo e la voglia di azione. Un colpo di mano degli azionisti della Dinamic Industries ha strappato di mano il potere alla fazione filo-federale prendendo il controllo sia della principale stazione, la Ciferri Ring, che del sistema. Scacciati i federali il rischio che le loro spie mi individuino è diminuito, ma non abbastanza per abbassare la guardia. Organizzo le numerose foto oloscopiche sul terminale empatico e ricapitolo mentalmente le tappe salienti della missione. L'avvicinamento della Bubble Nebula, attraverso spazi siderali sconosciuti, è stato lento e privo di reali difficoltà.

Naturalmente fa un certo effetto vedere una nebulosa violacea quasi perfettamente sferica, ritagliarsi sull'orizzonte stellare. A tratti sembra una enorme goccia liquida in sospensione nel nulla. Purtroppo il computer empatico di bordo mi comunica i nomi di esploratori arrivati prima. Peccato non potersi fregiare di questa scoperta. Consulto la mappa galattica: quasi 7000 LY da casa. Sembrano tanti. Non abbastanza per trovare zone completamente inesplorate. In realtà le rotte spaziali degli esploratori sono come le scie di bava che tante lumache lasciano su un enorme piattaforma: per quanto siano numerose non copriranno mai l'intera superficie. Imposto perciò una rotta esplorativa, vagliando con cura le tipologie di stelle che potrebbero avere pianeti terraformabili o earth-like. Navigo zigzagando avendo come unici compagni di viaggio Qwertz, l'impassibile compagno biomorfo, e la rassicurante vibrazione del motore dell'Asp.

La caccia ai pianeti abitabili o terraformabili si rivela frustrante, almeno all'inizio. L'impressione di cercare il classico ago nel pagliaio è più di una idea. E' con sospresa che la voce del terminale empatico, una deliziosa voce femminile, mi comunica l'arrivo di una comunicazione criptata. Un messaggio? La sorpresa mi induce a spingere la leva dell'accelerazione e a farmi balzare verso il nucleo incandescente di una stella, che evito però mediante una virata stretta. <Sono pochi quelli che possono inviare messaggi a così grande distanza> e il pensiero va alla Flotta Imperiale che ha disseminato la galassia di ripetitori di segnale. Del resto è una delle missioni ordinarie che l'Impero affida ai suoi esploratori. Apro la comunicazione: <Orsa in fuga. L'alveare è salvo. Il ragno minaccioso è vicino ma l'aquila attenta vola poco lontano. Ordine precedente annullato!> Sbatto gli occhi per alcuni istanti. Qualcuno ad Achenar, alla sezione intelligence, si è bevuto il cervello. Comunque l'ultima parte del comunicato è chiaro: inverto la rotta dell'asp, ordino all'interfaccia del computer empatico di tracciare una rotta, e mi dirigo verso lo spazio abitato, verso Nenexo.

Casa. Lo so. E' assurdo per un mercenario spaziale chiamare casa un qualsiasi luogo. Tuttavia, dopo tanto spazio vuoto, fa un certo effetto trovare qualcuno che ti aspetta e ti offre il benvenuto <Bentornato Capitano!> gracchia @Akkakappa attraverso l'intercomm. Ho impiegato quattro giorni di navigazione ininterrotta per arrivare ad orbitare nuovamente nel sistema binario conquistato dalla DVC. L'anaconda di Akkakappa mi aspetta vicino alla stella, nel punto di emersione dall'iperdrive. <Grazie comandante Akkakappa, le sono grato> Mi sorprendo rispondere con insolito entusiasmo <Della gratitudine non me ne faccio nulla, capitano. Mi aspetto invece una birra fresca, non sintetica!>. Mi segue da presso in supercruise, verso Ciferri Ring. Ridacchio, come mi capita spesso durante le comunicazioni fra piloti, così poco formali, e così tanto colorite <Ma certo comandante. Ma non prima di una bella doccia e di aver fatto rapporto all'ammiraglio @Sawyer > Lo osservo, mentre con l'enorme astronave mi scivola davanti, all'imboccatura della stazione spaziale, precedendo la mia più modesta nave d'esplorazione. E' piuttosto malconcia, bruciacchiata in più parti. Negli ultimi 1000 LY mi ha dato alcuni crucci, soprattutto quando il sistema mi ha segnalato l'FSD malfunzionante. Ovviamente il modulo di riparazione interna ha rattoppato il danno. <Ci conto! Altrimenti la vengo a cercare e questa volta la getto io sui tavolini del bar!> Esclama per l'ultima volta Akkakappa prima di essere maternamente accolti nell'utero tecnologico della stiva d'ancoraggio e presi in consegna dal sistema di docking.
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:08

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4 Settembre 3301, Settore Zunuae, 24.000 LY da Sol

Mi tremano le mani, la vista si annebbia, ho i sudori freddi. Non sto bene. Almeno penso di non stare bene. Lascio la cloche di comando, mi alzo dal sedile e faccio alcuni passi per l'abitacolo. Mi sgranchisco i muscoli dolenti. Un senso di vertigine mi assale. Devo sostenermi alle paratie. Qwertz attira la mia attenzione. Non fa nulla, ovviamente. E' ancorato al soffitto della navicella, come una cozza agli scogli. Il colorito vira sul verde malaticcio: anche lui sembra a disagio, lontano dal pianeta natio. Fuori, all'esterno, tutt'attorno, c'è una distesa desolata di stelle, pianeti, buchi neri e altre singolarità. Se le fisso troppo a lungo mi sembra di intravedere trame, motivi, figure. All'inizio sembrava stimolante. Ora, dopo due mesi di viaggio, un senso di angoscia si fa strada nella consapevolezza. Sapevo che sarebbe stato un viaggio lungo. Ora che mancano poco più di 1000 LY l'insofferenza sembra aumentare. Tanta strada, immense distese spaziali, per cosa? Le stelle più luminose, prima mi riempivano di stupore, ora sono talmente comuni che mi annoiano. I pianeti una successione infinita di palline colorate. Anche i sistemi binari, trinari e oltre non producono in me il minimo sentimento. E il traguardo di questo folle itinerario è un buco nero supermassiccio, che succhia da eoni la luce di infiniti soli, così come i miei ricordi, le mie emozioni, le mie passioni. In questo momento avrei bisogno di ben altri buchi neri! Di tanto in tanto la monotonia è spezzata dai messaggi codificati che provengono dagli altri piloti. Quelli più vicini, relativamente s'intende, sono @BROCCONE76 e @Wedge Skyrider @Alexdo1976 , in missione esplorativa come me. Si trovano a migliaia di LY, ovviamente. Mi fa piacere ricevere da loro, e dagli altri, notizie. Spezza la monotonia dell'esplorazione. I lunghi silenzi interplanetari. La voce stolida dell'interfaccia della nave. Broccone in verità mi preoccupa: dice di aver perso il suo amico grigio. Non mi pare un ragionamento coerente. Spero non smarrisca la ragione. Ma questo vale anche per me. Ho sentito sussurrare da altri piloti, presso i bar delle stazioni, del morbo di Sagittarius A*: di tanti piloti che, partiti per il centro galattico, una volta arrivati si sono fiondati dentro. Si sono infilati dritti nel buco nero! Vero o no, di tanti si sono persi le traccie, come il famoso @Vichingo che conobbi personalmente su Wolf 1230. Debbo ammettere a me stesso che l'idea mi solletica. Ha qualcosa di poetico. Davvero una bella fine. D'altronde, dove altro si vorrebbe andare se non al centro dell'universo? E che cosa c'è di più vicino a noi come centro del centro galattico?
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:09

Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt

24 Settembre 3301, Ciferri Ring, Nenexo sistem

Fatto ritorno a casa. Sono solo quattro parole. Non sono neanche lontanamente sufficienti a descrivere la ridda di emozioni di questi ultimi mesi: il viaggio, la solitudine, l'isolamento, la monotonia, la ripetitività delle procedure di approdo ai sistemi e di ripartenza verso il sistema successivo. Un loop apparentemente interminabile, interrotto sporadicamente da qualche avvistamento particolare, un pianeta ferroso, un water world, e da alcuni errori di manovra. Il fallimento in agguato dietro l'angolo: ti avvicini troppo alla stella durante il fuel scooping, e subito i sensori termici impazziscono e la temperatura sale, fino a far salire minacciosamente i fumi in cabina pilotaggio. Oppure scambi una tauri star bianca per una white star, di classe A, B o addirittura O, e ti fiondi verso di essa non avvedendoti di precipitare verso un vulcano eruttante. Allora, in questi casi, stringi i denti, ruoti la nave, inverti la rotta, e cerchi di allontanarti mentre le paratie esterne fondono e gli elementi elettrici sprizzano scintille, come tempeste di Coriolis.

Cerco di ricordarmi per cosa lo faccio. Perchè accetto di consumarmi il posteriore su quel sedile quando potrei starmene sdraiato, comodo, su qualche spiaggia di qualche mondo turistico. La missione ovviamente. Trame su trame. Disegni intricati che altri predispongono per me e che io, nella mia illusione, credo di poter condizionare. Nenexo è un avamposto umano come tanti altri. Eppure sono quasi commosso mentre attraverso il portale d'accesso e la voce preregistrata del molo d'attracco mi da il benvenuto durante il docking. Questo luogo sperduto, ai margini dello spazio umano colonizzato, è diventato in questi mesi un po' anche parte di me. So che non dovrei. Che si tratta solo di lavoro e che, un futuro non troppo remoto, tutto potrebbe cambiare, anche in modo traumatico. Prima di lasciare la nave estraggo dalla console l'unità di memoria dei dati cartografici che consegnerò ai tecnici dei laboratori di analisi. Sono dati importanti per la corporazione, contenenti la rotta di andata e ritorno da Sagittarius A* e dei mondi terraformabili o minerari scoperti lungo il viaggio (vedi file allegato: http://www.mmorpgitalia.it/mmorpg/threa ... ta.369419/). Ne possiedo ovviamente una seconda copia, oltre le rilevazioni originarie impresse nella memoria interna della nave, registrata su alcuni filamenti di DNA mitocondriale e inserita nella cheratina di una unghia opportunatamente modificata. Questa è riservata ad altri sguardi, di altri mondi, più discreti e più potenti della Dinamyc Industries.

25 Settembre 3301, Jameson Memorial, Shinrarta Dezhra

Consegnati i dati cartografici ai tecnici della D.I. Riscosso il compenso che la corporazione stabilisce per questo tipo di informazioni. Mi sento tranquillo. E' semplice lavoro: scarichi un tot di tonnellate di merci, la stazione ti paga la consegna; scarichi un tot di dati esplorativi, idem. Ho fatto un salto a Guidoni Dock, su Wolf1230, negli alloggi presso l'area residenziale riservata ai piloti DVC. Ho incontrato @mnemonik1 lungo i corridoi. Non me l'aspettavo. Ho abbassato lo sguardo per un istante: mi ha preso alla sprovvista.

Mnemonik1: <Heilà, capitano ben tornato!> allungandomi la mano.
Io: <Grazie Ammiraglio! E' bello essere a casa!> restituisco il gesto. Perchè mentre parlo sento di credere a quello che dico?
Mnemonik1: <Immagino sarà stanco. Non la tedio con i recenti casini. Antal e via dicendo.. Le offro invece da bere. Stavo giusto andando all'Atomik Bar..>
Io: <Come se l'avesse fatto Mnemonik> accenno ad un sorriso; sono consapevole di avere il viso veramente sfatto, la barba incolta da giorni <Magari più tardi, dopo una bella doccia e una seduta di ipno-sonno>
Mnemonik1: <Ok, ci conto Frigna! Chissà quali strane avventure avrà da raccontare! Tutti i ragazzi al bar sono in trepida attesa di rivederla!> sorride; ma noto che anche sul suo volto ci sono segni di stanchezza: alcune rughe del viso più marcate, gli occhi appesantiti.
Io: <Non mancherò. Mi piacerebbe sapere chi ha scommesso che non sarei tornato..> sogghigno, e sento veramente affetto per questo uomo, e per gli altri piloti che so essere giù all'Atomik oppure dispersi per gli spazi siderali per conto della DVC <A proposito. All'altezza della nebulosa dell'Aquila ho avuto un rendez-vous con l'ammiraglio @Sawyer ; l'ho trovato in forma e pieno di entusiamo. Sono certo che arriverà alla meta!>
Mnemonik1: <Lo spero proprio. E che riesca anche a tornare indietro. La DVC non può rimanere a lungo senza il suo più valido elemento!>

La mia permanenza a Guidoni è durata meno di 24 ore. Sono passato ovviamente all'Atomik e pagato il mio contributo di aneddoti di viaggio e giri di bevute. Sono andato agli alloggi cercando quel folle di @GYXSA che ovviamente era altrove. Fatto un salto alla sede del comando, negli uffici dell'A.S.E. per rivedere le pendenze burocratiche e strigliare gli impiegati fannulloni. Recuperato poi dall'hangar l'asp explorer mi sono diretto alla volta del sistema indipendente di Shinrarta Dezhra, al Jameson Memorial, la casa della federazione dei piloti. Per uno che ha appena terminato un viaggio di 52,000 LY praticamente dietro l'angolo.

Il vecchio asp non l'hanno neppure calcolato, tanto era conciato male. Ho permutato il vecchio T6 da trasporto, e il bellissimo Vulture da combattimento, per una nave più solida e sicura, un Python di seconda mano. Di più non posso permettermi ora. Eppoi mi serve una nave discreta, veloce e affidabile, per trasmettere questi dati nascosti su di me. Una stretta di mano, qui al Founders World funziona ancora così, e mi accompagnano al bacino di ancoraggio.

[segue..]
[...continua]

3 Ottobre 3301, Dawes Hub, Achenar

Sono in piedi davanti al solito ufficiale della Imperial Navy, nella sua ordinata e pulitissima divisa azzurro e argento. L'ufficio è quello della volta scorsa, anche se non ci giurerei dato che questi cubicoli sono tutti identici e l'arredamento è quello standar della marina. Con un gesto mi porge il lettore sub-molecolare, una specie di scatola nella quale devo infilare la mano. Procedo. Non colgo alcuna sensazione mentre i sensori rilevano i dati registrati nella unità di memoria impiantata sotto l'unghia ed estraggono tutte le informazioni di navigazione scaricandole sui server della marina. Al termine un avviso sonoro ci avverte della conclusione. Mi ricompongo mentre attendo che l'ufficiale adempi i suoi controlli sullo schermo olografico.

Ufficiale: <Bene, una gran quantità di dati; però nulla di particolarmente rilevante> osserva monotono.
Io: <Che vi aspettavate? Il comitato di accoglienza alieno, pronto ad aspettarmi?> non nascondo il sarcasmo e il fastidio della voce.
Ufficiale: <Non si può mai sapere; ad ogni modo mia dia il suo badge>

Gli passo il badge della federazione piloti. Lo appoggia alla scrivania. Digita alcuni codici alla tastiera integrata e me lo restituisce.

Ufficiale: <Complimenti Visconte. Con il titolo imperiale acquisisce i privilegi connessi alla sua carica e il relativo compenso pattuito>
Io: <Quale immenso onore> Ritiro il badge, sapendo che i privilegi consistono nel non essere scoppiati a vista dalla polizia imperiale e il poter acquistare i veivoli di fabbricazione imperiale; sul compenso nulla da recriminare.
Ufficiale: <Ah. A proposito. Ci sono delle nuove consegne per lei> Questa volta sfila dal taschino della divisa una piccolissima busta dorata e me la porge.

Sollevando il sopracciglio afferro la bustina, curiosamente piccola fra le mie mani grandi e callose. Alzo lo sguardo sull'ufficiale, che ricambia con un viso da tonno.
Mi decido ad aprire la busta. Il contenuto mi sorprende ancora di più, ma non in modo eccessivo. Tutto ciò che vi trovo è una piccola lente oculare. Con dita impacciate, non abituate a queste operazioni, afferro la lente fra i polpastrelli e l'applico sull'occhio destro. La lente molecolare a contatto con il bulbo oculare riconosce la mia impronta genetica e si modifica rilasciando un messaggio che solo io posso vedere. Per alcuni istanti una scritta si rende evidente davanti ai miei occhi, come uno schermo olografico particolarmente vicino, per poi sbiadire fino a ritornare evanescente. Eseguito il suo compito la lente si autodistrugge degradandosi e viene espulsa sottoforma di lacrimazione. Mentre mi detergo con la mano le lacrime ripenso al testo letto, un indirizzo e un appuntamento..

[segue...]
[...continua]

3 Ottobre 3301, Capitol City, Capitol, Achenar

Il rumore è assordante. Da quanto tempo è che non metto piede su un pianeta? Da quanti anni sono?! Ed ora sono seduto qui, al bancone di un bar della capitale imperiale, nell'occhio dell'effimero e vacuo stile di vita imperiale. La musica emessa dagli stereo oloscopici assomiglia a versi e urla di una creatura biomorfa in agonia. Mi sento addosso uno stato di apprensione; probabilmente dovuto alla maggiore gravità di questo pianeta, ma forse non solo. Anche il nome del locale è eloquente "la tela del ragno", con tanto di insegna olografica macabra sulla facciata, un enorme aracnide intento a ingoiare la preda avvolta nel bozzolo. Quando davanti alla retina mi è apparso questo indirizzo per un attimo sono rimasto sconcertato. Che tipo di missione mi voglio rifilare questa volta? Sono un pilota: che ci faccio al suolo? Devo uccidere qualcuno? Ritirare un pacco per qualcun'altro? Rimango seduto al bancone, come un relitto abbandonato nello spazio. Un pastrano visibilmente fuori moda mi isola dalla gente. Forse appare talmente vintage da essere quasi snob. Nel bicchiere davanti mi hanno servito un liquore che all'Atomik Bar su Guidoni considererebbero sciaquatura di stoviglie. O forse più simile al vomito di Qwertz: meno male che ho lasciato il compagno xilo-morfo a Wolf1230; non avrebbe sopportato un ambiente con una gravità così lontana dallo zero.

Mi si accosta un essere sinuoso che identifico subito come una ragazza. I pochi e aderenti abiti indossati, alla moda imperiale del momento, non lasciano dubbi a riguardo. Per quel che ne so, tutto il ben di dio che presenta, potrebbe essere il prodotto delle più svariate manipolazioni plastico-genetiche. Potrebbe avere l'età di mia nonna pur sembrando mia figlia. All'orecchio sussurra brevi parole, nell'inflessione tipica di Achenar: <seguimi>

Lascio il bicchiere lì dov'è e senza batter ciglio mi infilo sulla scia di quella creatura che naviga sicura per il locale semibuio, attraversando infine una porta dissimulata fra le decorazioni delle pareti. Mi ritrovo nel vano circolare di un ascensore gravitazionale, anch'esso munito di illuminazione soffusa, nello stile del locale. Silenziosamente scendiamo. La tizia, in piedi davanti a me, mi scruta con occhi da gattona, incorniciati da esagerate ciglia smaltate di diversi colori. Sto per dire una battuta sagace quando la porta si apre. E la splendida mi scivola di fianco, precedendomi lungo un corridoio.

Mi ritrovo in una stanza completamente diversa dall'ambiente precedente. Una stanza spoglia, squadrata, angusta. L'unica porta è l'uscio metallico dal quale in silenzio siamo entrati, e sempre dal quale, così come siamo giunti, la ragazza è uscita, chiudendo l'anta dietro di sè. L'unica particolarità del locale è il paravento bianco, poco più di un lenzuolo, teso da una parete all'altra, e dietro al quale c'è l'unica fonte di luce. Una sagoma informe, probabilmente una persona seduta, si staglia sulla tela.

<Siediti> mi ordina con timbro inconfondibilmente femminile <Non so capitano se sei molto furbo o molto stupido> la voce è melodiosa, con una sfumatura fredda, di chi è abituato a non essere contraddetto.
Mi siedo senza riflettere troppo <Se posso sapere con chi ho il piacere...>
<No, non puoi.. E non è detto che sia piacevole> ribatte interrompendomi <Saltiamo i convenevoli e arriviamo al punto. La tua missione è curare i nostri interessi in quella zona di spazio. Ci stiamo chiedendo se sia ancora così. Oppure se gli interessi che curi siano unicamente i tuoi. Oppure se stai lavorando anche per altri, nel qual caso sarebbe MOLTO spiacevole>.
La pausa mi permette di ribattere, con misurata calma <Sono allusioni gratuite. Ho portato a termini gli incarichi che mi sono stati comunicati>
Dietro il paravento si alza una risata fredda, sardonica. La posa della donna (donna?) potrebbe essere seduta, con le gambe accavallate, che nella deformazione della luce retrostante sembrano esageratamente lughe e affusolate. Non c'è alcun indizio di altro: potrebbe indossare una tuta spaziale come essere nuda; potrebbe tenere in grembo una pistola laser puntata dritta verso di me. Anch'io però ho le mie precauzioni...
<Non significa nulla> prosegue impassibile <I tuoi compagni di viaggio, capitano, sono alquanto.. pittoreschi: mercenari, soldati di ventura, deliquenti, spie. Quel @FBO80 è un criminale in fuga, lo sapevi? Quell'altro che in breve tempo ha scalato i vertici della organizzazione è una spia federale, @Asamith @DrkTemplar [LN] , ne eri a conoscenza?>
Stringo i denti. Non dovrebbe vedermi. Come io non vedo lei. Ma potrebbero esserci, anzi sicuramente ci saranno, telecamere e altri dispositivi di sicurezza. <E' tutto sotto controllo. Cosa vuole da me?> Non nascondo più la mia insofferenza.
<Vogliamo che tu stia concentrato sull'obiettivo> replica con aria soddisfatta, come chi avesse appena fatto scacco matto a qualcuno <Sono in atto dei rapidi mutamenti. Ciò che sto per dirti ora qualche settimana fa sarebbe stata un informazione di estrema pericolosità: domani ci sarà un cambio della guardia ai vertici dell'impero; ormai è improcrastinabile; ma ciò non significa che tutto tornerà alla calma; forse è solo una parentesi, chi lo sa>
Un brivido mi corre lungo la schiena. Un cambio ai vertici? Che significa? Ci sarà un nuovo imperatore? Forse un imperatrice.
<E' necessario> prosegue <Possedere quello strumento in più che farà pendere la bilancia dalla nostra parte. Un arma, naturalmente. Vedi capitano di sguinzagliare i tuoi uomini a trovare quell'arma. Lei ti sarà riconoscente>
<E dove volete che la vada a prendere, la vostra maledetta arma? Dai thargoids?> abbaio in direzione del diaframma opaco.

Non ricevo risposta. L'unica luce si spegne di colpo, facendomi piombare nel buio più fitto. Quando alcuni istanti più tardi si riaccende lei, la femmina misteriosa dietro il paravento, ovviamente se ne andata. Davanti a me, sul pavimento, un altra busta, più grande e formale, contiene i dettagli della mia nuova missione. Devo lasciare la capitale senza dare nell'occhio. Il python è già stato rimpiazzato da un T9 commerciale e mi attende a Dawes Hub con un carico di rifiuti civili. Per un po' mi consigliano di far perdere le mie traccie prima di tornare a Wolf1230. Sono entusiasta come un cucciolo di felino sotto un temporale autunnale. La ragazza del bar mi attende in corridoio, appena al di là della porta.
<Ti è piaciuto?> mi chiede maliziosa, la linguetta fra le tumide labbra <Non mi sembri soddisfatto?>
<Insomma. La prossima volta chiedo di te!> e le rifilo una pacca sul culo provocando in risposta un versettino acuto offeso.

[fine]
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:10

4 Novembre 3301
Wolf 1230
Guidoni Dock
Hangar 5

Mi pulisco le mani in uno straccio già sporco di grasso e di nafta; lo getto a terra. Il droide di servizio, alle mie spalle, lo raccoglie prontamente, destinanandolo allo scomparto interno di lavaggio e sterilizzazione. Osservo, i pugni sui fianchi, la mia nave da combact, una Federal Assault Ship: un gioiellino della Core Dynamics, con due medium e due large hardpoint, e thruster laterali che le fanno fare le fusa di un gatto. Anche l'agilità è quella di un felino, capace di girarsi nello spazio di nulla. Rispetto al vulture possiede scudi maggiormente affidabili: fin'ora mi sono caduti una sola volta, quando un python ha tentato di mettermi fuori gioco speronandomi. Poverino. Aggiustare la nave, apportare modifiche personali, è la modalità preferita per schiarirmi le idee e riflettere con maggiore calma sugli ultimi avvenimenti accaduti.

Appena tornato da Achenar è giunta la notizia dell'avvistamento di alcuni oggetti sconosciuti, di origine probabilmente aliena. Ho subito inviato un esploratore, il tenente @Wedge Skyrider @Alexdo1976 . Nel giro di pochi giorni ha individuato subito uno di quei "cosi", nella Aries Dark Region, vicino alle Pleiadi. In verità ne ha localizzati due: il primo lo abbiamo venduto al mercato nero di un outpost non lontano da Redgud. L'ho scortato personalmente. Appena prima di venderlo ho chiesto di osservarlo da vicino, nello spazio, rilevando anche diverse immagini del robo.


Ricorda un enorme carciofo. Di fattura evidentemente aliena. Più che un astronave sembra una sonda, poichè non ha propulsione, ruota lentamente su se stesso e soprattutto, scannerizza la nave che lo intercetta per la prima volta. Ha una specie di scudo protettivo che lo circonda, impedendo di rilevare immagini da una certa distanza. Superata questa barriera si riesce a visualizzarlo con una certa chiarezza. Emette un loop sonico lamentoso e prolungato. Aspetto più inquietante: danneggia i sistemi della nave che lo acquisisce nella stiva.

Con il secondo ci siamo organizzati, mediante una nave "sarcofago" messa a disposizione da @GYXSA . Wedge ha consegnato il pacco a Gyxa, e Gyxa ha stivato la nave presso una stazione spaziale di cui siamo a conoscenza solo noi tre, lontana da Wolf 1230.

L'ammiraglio @Asamith @DrkTemplar [LN] , della "divisione", è andato in frenesia appena venuto a conoscenza della prima scoperta. Ha insistito nel voler secretare il tutto, lasciando trapelare l'informazione che Wedge abbia ritrovato un antico manufatto risalente alle prime esplorazioni spaziali umane. Ha messo Wedge in quarantena. Quando l'ho cercato per dirgli il fatto suo, che non poteva disporre dei miei uomini a piacimento, era già ripartito per Fehu, a combinare chissà cosa. Aveva ordinato a Wedge di raggiungerlo là: ovviamente, essendo il tenente uomo discreto e fidato, mi ha messo subito al corrente della cosa. Ho dato il mio assenso. Volevo capire quali erano i piani di Asamith, se davvero fosse una spia federale, e fino a che punto si sarebbe spinto.

Nel frattempo sono tornato ad Achenar, comunicando ai miei contatti imperiali del ritrovamento degli "oggetti sconosciuti". Non ne sono stati particolarmente impressionati visto che nel settore Aries se ne trovano a decine. Moltissimi contrabbandieri sono felicissimi di rivenderli ai mercati neri di metà spazio colonizzato.

Rientrando a Wolf1230 costato come l'aria si faccia sempre più pesante (e non sono le intemperanze di Gyxa). Quelli della D.I. sembrano sempre più maldisposti. Rilasciano pochi contratti. Pretendono continue donazioni per la fazione. Non hanno iniziative industriali. Gli ultimi due sistemi sui quali hanno allungato le mani sono economicamente marginali e strategicamente indifendibili. Mi chiedo cosa frulli nella testa di quelli del consiglio d'amministrazione. Per la Guidoni Dock continuano a girare agenti federali. La cosa mi infastidisce non poco. Mi chiedo in tutto questo Asamith che ruolo abbia...

Ho sottoscritto un contratto "mercantile" con Aisling Duval. Li chiamano così. In realtà sono delle "marche di corsa" che autorizzano ad abbattere astronavi ostili e incamerare una certa ricompensa. Due terzi dei piloti DVC ne ha sottoscritto uno. Mi va bene, poichè Aisling è un imperiale, anche se non spasimo dietro alle sue idee, e mi permettere di affiancare i novelli piloti in wing di sorveglianza (vabbè, chiamiamole così).

Mentre sono in una di queste "battute" l'intercom mi squilla e mi raggiunge la voce di un vecchio amico:

- Ben ritrovato Capitano. Come sta? Devo chiederle una cosa.
- Ciao @Akkakappa quanto tempo.. Io tutto bene. E te? Cos'hai da chiedermi?
- Non c'è male. Vivacchio facendo qualche lavoretto di qua o di là. Ho alcuni di quei cosi che chiamano "unknown object". Cosa devo fare per guadagnarci qualcosa?
- Aspetta. Aspetta. Tu hai raccolto più d'una sonda aliena? Ma quelle ti corrodono la nave!
- (risata) In verità ne ho raccolte una decina. Ma la conda resiste bene all'usura. Dice che c'è qualche stazione spaziale che le compra? Perchè io non trovo acquirenti!
- Ci credo. Quei cosi sono ricercatissimi. In pratica riesci a smerciarli solo nei mercati neri, oppure ti devi rivolgere a qualche organizzazione.
- Ho capito. Andrò dal mio ricettatore di fiducia. Ma so già che mi darà la metà di chiunque altro.
- Ascolta Akkakappa. Stai particolarmente attento perchè la merce che hai scotta in ogni senso. Nelle stazioni dove è stata venduta ci sono stati problemi. Qualcuno sospetta che siano sonde attraverso le quali una specie aliena ci spia. Oppure che siano delle bombe a orologeria, pronte a disattivare le stazioni spaziali sulle quali sono state vendute. Smercia quei cosi dove vuoi, ma lontano da Wolf 1230 !
- Interessante. Cosa ne dice se ne vendo una in ciascun HQ dei Galactic Powers? Salterebbe fuori un bel casino!
- Si. Per questo ti ho detto che alcune grosse organizzazioni potrebbero essere interessate all'acquisto. Se fossero armi anche noi della DVC potremmo essere interessati.
- Ah! Ecco perchè Asamith ha insistito per vedermi.
- Hai sentito Asamith? (pausa) Bene. Ma fai attenzione con quei cosi.
- Va bene Capitano. Aye aye!
- Aye aye, ragazzo.

Le voci si rincorrono e anche le GalNet ufficiali debbono ammettere che si, ci sono dei problemi alle stazioni nelle quali gli scienziati stanno analizzando questi artefatti alieni. A Guidoni è meglio non tenerli. Ma se fossero armi? E se potessimo utilizzarli come cavalli di troia? Certo che anche i nostri nemici potrebbero usarle contro di noi. Occorreva stringere le maglie di protezione. Ho contattato Asamith direttamente: mi ha offerto di installare una commissione congiunta DVSEO - A.S.E. per monitorare questa situazione. Codice: Majestic 12. Se si inizierà a ballare, non ci faremo trovare impreparati. Ma di questo non ho informato l'impero.
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:18

15 Novembre 3301
Wolf 1230
Guidoni Dock
Hangar 23

Mi sfilo il casco ed inspiro profondamente. L'aria fredda dell'impianto di ossigenazione della nave mi entra prepotentemente nei polmoni. La sensazione di farlo per la prima volta da chissà quando è estraniante. Mi accade sempre così, quando rientro dalla caccia: l'illusione di aver trattenuto il respiro per tutto il tempo del combattimento. Flashback.

Si è concentrati sulle manovre: il nemico è risaltato da tre triangolini rossi sullo schermo da battaglia; le mani volano sui comandi della nave: una pressione lieve delle dita apre lo sportello degli hardpoints, fa salire il carrello degli armamenti laser, ed inizia la sequenza di colpi mirati. Il mirino è ovviamente fisso (mi fanno tenerezza quando vedo emettere i detriti degli chaff launcher; per me è come se emettessero una scia luminosa con la stritta "segui la freccia e spara qui"!). Il Kumo bersaglio è già fritto e non lo sa, persiste a resistere, inutilmente. I miei compagni di wing lo stanno già sforacchiando con armamenti termici e cinetici combinati. In pochi secondi la nave nemica esplode; il conto alla rovescia che indica la ricarica dei motori per il supercruise sta ancora terminando che noi siamo già pronti ad un nuovo balzo.

Scuoto la testa, mi alzo ed esco dalla Federal Assault Ship. All'uscita dagli hangar di stoccaggio navi saluto affabilmente gli altri piloti della wing, alcuni giovani reclute, altri piloti navigati: @Redstar Jameson @otrebor @mr.azzardo . Loro si dirigono verso l'Atomik Bar. Io nella direzione opposta, verso il Quartier Generale DVC, Uffici A.S.E. (area ricerca scientifica e esplorazione). L'interfaccia amicale della nave mi ha segnalato l'arrivo di messaggi criptati. Anche se sono spossato, le braccia pesanti come piombo, devo leggerli.

La scrivania olosensoriale del mio ufficio ha già scansionato il mio DNA mitocondriale quando ho posato le mani sulla superficie liscia del ripiano per digitare la password (un vezzo antico e quasi superfluo). Alcune immagini olografiche prendono vita davanti a me, ad alcuni spanne dal mio viso, mostrandomi una lista di messaggi criptati da visionare (http://www.mmorpgitalia.it/mmorpg/threa ... st-5326273).

La risposta di @Sawyer mi tranquillizza e turba contemporaneamente. Sono sollevato che l'ammiraglio abbia sotto controllo la situazione. Però la posizione di @Asamith @DrkTemplar [LN] ne risulta ancora più, se possibile, compromessa. Perchè dovrei farlo seguire? Perchè dubitare di lui? Mi chiedo. L'ammiraglio @Tsunami T Starr mi aveva scritto di pazientare e fidarmi: di Tsu mi fido, ma di Asamith.. Il pilota incaricato di pedinarlo, il tenente @Wedge Skyrider @Alexdo1976 , mi ha trasmesso l'idea di un uomo travagliato, paranoico, a tratti ossessionato dalla propria ombra. L'uomo perfetto per il "dipartimento".

Ad ogni modo queste sono dietrologie. Non ci sono elementi oggettivi, solo congetture. Gli ordini di @Sawyer sono chiari. Ho dato avvio all'operazione interna "Anatra selvaggia" per monitorare la situazione degli artefatti alieni e di tutti coloro che ne hanno a che fare, direttamente o indirettamente. Gli uomini dell'A.S.E. sono esploratori: la loro presenza lontana da Wolf1230 non crea sospetti; sono abituati ad attraversare lunghe distanze siderali in poche ore; sono equipaggiati di scanner altamente sofisticati e, alla bisogna, sanno difendersi adeguatamente. Non sono spie. Ma non gli viene chiesto di intervenire; solo di seguire a distanza.

L'altra consegna di Sawyer mi inquieta di più: spostare il registro P.A.A.M (piloti ASE attualmente in missione). Il registro non è che un file criptato che raccoglie i dati di tutte le scoperte derivate dalle missioni esplorative dei piloti DVC (stelle, pianeti, planetoidi, singolarità, nebulose, rarità). Vi sono contenuti i dati - le coordinate astrali - di centinaia di pianeti simili alla terra, potenzialmente già colonizzabili. E tanto altro... Eseguo. Le mie dita volano sulla tastiera virtuale del tavolo. Invio una stringa procedurale alla CPU della stazione orbitale: il file del registro verrà spostato ogni 48 ore standard in un settore diverso della memoria centrale; oggi in una sottocartella del subsystem della officina degli hangar, domani nei registri dei vecchi menù della mensa piloti, etc.. Nella sub-routine preciso di cancellare ogni traccia, anche come frammenti nascosti di file, del passaggio nelle sottocartelle. L'accesso ovviamente sarà riservato al sottoscritto e all'ammiraglio in capo, tramite riconoscimento DNA mitocondriale. In caso di manipolazione, intrusione o anche solo ricerca sistemica un avviso verrà inviato al chip neurale impiantato alla base del mio collo e il file verrà automaticamente trasferito alla memoria locale della mia nave nell'hangar. Ogni 48 ore un impulso neurale tramite il chip mi avviserà dell'avvenuto trasferimento. In caso di crisi, precipitassero gli eventi, devo contattare "Capitan Uncino" (ma chi cazzo è? mi chiedo; secondo me stiamo diventando tutti paranoici!).

Inviata la stringa di programmazione, mi accingo a leggere i messaggi rimanenti. Operazione "Anatra selvaggia": il tenente Wedge è sull'obiettivo, bene. Il guardiamarina Marsplastic @etienne è in missione recupero. Cosa?! Rileggo tre volte la comunicazione criptata per sincerarmi del contenuto. Chi gli ha dato un ordine del genere? L'androide è l'ultimo acquisto dell'ASE. E' andato e tornato da solo dal Centro Galattico; sembrava un pilota ASE fatto e rifinito: gli sarà fuso un transistor? Ad ogni modo il comportamento è altamente sospetto e potenzialmente pericoloso. Il "germano reale" non ha bisogno di essere "recuperato", qualsiasi cosa questo termine voglia significare.

Mi tiro indietro sullo schienale della poltrona. La testa frulla pensieri inquietanti. Il ragionamento mi suggerisce di inviare immeditamente una comunicazione a Marsplastic affinchè annulli l'operazione. Ma se l'ordine non è partito dal Quartier Generale, da dove è partito? E se fosse una libera iniziativa del guardiamarina? In entrambi i casi potrebbe ignorare altre disposizioni. Mi troverò a dover dar l'ordine di abbatterlo? Sospiro profondamente: è in questi frangenti che sento la mancanza di piloti come @BROCCONE76 e @GYXSA ........
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[Diario di bordo del CMDR Frigna the Hutt] Un altro giro di laser

Messaggioda Frigna the Hutt » sabato 16 gennaio 2016, 1:19

23 Novembre 3301
Xelabara
Navigator Market

Ed ecco consegnato un altro carico di "onion head". Stringo forte il braccio destro dell'acquirente, di fronte a me, e lui ricambia la stretta sorridendomi. Fra contrabbandieri valgono ancora le antiche consuetudini. Mi congedo con un cenno del capo e torno all'hangar d'imbarco. Se va bene domani sarò ancora qui con altre otto tonnellate di droga. Sempreché alla "pula", la polizia federale, o qualche cacciatore di taglie, non venga in mente di intercettarmi e di farmi esplodere in aria. Ma il mio fedele asp explorer, puntualmente modificato, è capace di bagnare il becco a qualsiasi nave. Almeno fin'ora...

Ritornare nei territori dell'Alleanza è stato come tornare a casa. Si respira un aria più rilassata. Circondato da gente che sai venderebbe sua madre ai thargoids, ma di cui conosci perfettamente le potenzialità, i limiti, i pensieri. Nessuno si fida di nessuno. E quindi si è tutti compagni del medesimo viaggio.. Mentre sono qui, richiamato dall'appello del cartello della droga che governa questo sistema, ho colto l'occasione per acquistare qualche piccolo giocattolo. Una piccola assicurazione, in questi tempi occorre essere prudenti, da introdurre sottobanco a Guidoni Dock.

Appena salito in cabina la voce calda e amichevole dell'interfaccia mi avvisa della giacenza di due messaggi criptati:

From: Ammiraglio in capo J. @Sawyer
To: Capitano ASE - Frigna the Hutt [ @Frigna73 ]

##Encrypted trasmission## Code Butt4/l4/p4st4 ##

Ottimo lavoro Capitano.
La informo che appena possibile il mio fotografo prenderà contatto con lei per delle foto da inserire nell'album di famiglia.
Sarei interessato a un suo commento a riguardo.

Per Aspra ad Astra.
Clicca per allargare...

Non riesco a trattenere una smorfia. Per via di pseudonimi l'ammiraglio batte tutti! Naturalmente dovrò attendermi, imminentemente, la visita di qualcuno. Alcuni nomi e alcuni volti si affacciano alla mia mente. Ultimamente però c'è solo un pilota che sembra operare esclusivamente per Sawyer. Spero che @Akkakappa abbia l'accortezza di muoversi con discrezione, e non platealmente come la sua dipartita da Wolf 1230. Predispongo per la lettura del secondo:

From: Ten. A.S.E. @Wedge Skyrider

To: Cap. A.S.E. Frigna de Hutt @Frigna73

##Encrypted trasmission## Code F4tt1/C4zz1/Tu4##

Capitano, i recenti sviluppi della vicenda rendono necessario un nostro incontro faccia a faccia. Chiedo autorizzazione a rientrare al QG A.S.E. per fare rapporto.

PER ASPERA AD ASTRA
Clicca per allargare...

Qui rimango alcuni istanti a fissare le parole che l'oloschermo della nave proietta davanti a me. Il messaggio, rimbalzato sotto forma di tachione subspaziale del network interstellare globale, ha avuto origine dalla stazione di Elder Beacon, sistema di Yukoukha. Essendo un sistema sotto il controllo DVC l'atterraggio della nave di Wedge è stata ovviamente monitorata, così come quella di @Tsunami T Starr . Se il tenente è tornato a Wolf 1230 significa che gli eventi procedono come previsto, e Wedge avrà delle cose molto interessanti da raccontarmi. Velocemente detto un messaggio di risposta:
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From: Cap. A.S.E. Frigna de Hutt @Frigna73

To: Ten. A.S.E. @Wedge Skyrider @Alexdo1976

Autorizzazione accordata.

Per Aspera ad Astra
-----------------------------------------------------------------------

Ordino all'interfaccia della nave di cancellare i messaggi, anche i residui impressi come copie nella memoria fisica, e predispongo per il decollo. Ormai è tempo di ritornare a Wolf 1230 (sono via da appena 72 ore) assieme a quella che, ben nascosta nei doppifondi della stiva, rappresenta una bella sorpresa degna degli antichi capodanni cinesi.
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